Tale tecnica fu ideata da Lawrence H. Jones D.O. nel 1954, dopo altri 10 anni di studio la propose al mondo scientifico osteopatico. Ad oggi è probabilmente una delle tecniche più evolute in osteopatia ed è insegnata in corsi post laurea alla Jones Institute.

Dopo la morte nel 1997 del suo Fondatore l’istituto ha implementato enormemente il lavoro indirizzandolo non solo sulle disfunzioni articolari ma anche tutti i gruppi muscolari. Altri Osteopati hanno svolto lavori avanzati basandosi sulla tecnica di Jones, ribattezzandola con il suo nome d’origine ” PRT” (Position Release Tecnique) leteralmente “tecnica di rilassamento posizionale”. La tecnica è sovrapponibile a tutte le tecniche precedenti, ma sicuramente di maggior efficacia in quanto in pochi minuti si è generalmente in grado di correggere disfunzioni anche di vecchia data.

Da anni l’Associazione Osteopatica Americana (AOA) considera l’SCS la tecnica di medicina manuale più avanzata ed innovativa in ambito osteopatico; infatti essa è l’unica ad avere un istituto alla base permettendo di mantenere da un lato la purezza del metodo, dall’altro di poter sviluppare ed implementare il metodo in modo scientifico e controllato. E’ l’unico sistema ad avere punti diagnostici precisi legati a disfunzioni specifiche nel corpo; ciò permette una diagnosi rapidissima rispetto alla classica valutazione osteopatica.

Lo Strain Counterstrain è l’unico metodo che analizzando in modo dettagliato l’intero corpo ha scoperto innumerevoli punti diagnostici sul versante anteriore del corpo, connessi a disfunzioni ed algie posteriori, che se non trattate anteriormente non portano a risoluzione. E’ anche l’unica tecnica al mondo ad avere una applicabilità completa per disfunzioni di tipo: muscolo-scheletrico, craniale, viscerale, fasciale, vascolare arteriosa e linfatica oltre ad applicabilità sui nervi periferici.

La sua applicazione infatti non è diretta alla disfunzione muscolo-scheletrica in se, ma alla specifica riprogrammazione neurologica del circuito á-ã e simili, che mantengono le disfunzioni in atto.

Questo approccio infatti ha la peculiarità di permette una comunicazione diretta e profonda con il sistema nervoso, riuscendo quindi a correggere in modo immediato e duraturo l’errata programmazione neurologica alla base di tutte le strutture innervate da recettori contrattili, siano esse: muscoli, tendini, legamenti, fasce, vasi o nervi. Tutte unite queste caratteristiche la contraddistinguono da altre metodiche di medicina manuale, rendendola unica.